Io ero ventitreenne, mi affacciavo al mondo della pubblicità che ancora rutilava prima di tangentopoli, prima della rivoluzione informatica. Il look e i capelli erano fantastici.
Lui era il direttore creativo di una delle più grandi agenzie romane. Lo amavano tutti, uomini e donne. intelligente, brillante, bello. Uno che la pubblicità l'ha fatta e cambiata sul serio. Ha fatto quella di qualità. Si è inventato campagne che sono diventate Costume, modi di dire. Il capo del mio allora fidanzato.
Elettricità, attrazione, tra il detto e il non detto. si è andati avanti così per diverso tempo. anni. Poi lui va a Milano, io cambio fidanzato, ogni tanto lo incontro a qualche festa, roba così poi più visto.
Stamattina me lo trovo davanti al supermercato. Io con la bassetta che dormiva nel passeggino, lui con tre buste della spesa. Mica cambiato, lui, capelli più grigi, ma nient'altro direi. Mi sa che non ha cambiato nemmeno la montatura degli occhiali. Stesse mosse, stessi tic, stesse parole, stessi gesti. Abita a trecento metri da casa mia. Finisce che gli do ilnumero del mio cellulare.
A questo punto la domanda che sorge spontanea è:- Ma se era così anche qunidici anni fa, come cazzo faceva a piacermi tanto 'sto tizio così pieno di se, così affettato, così sorridente?- La risposta ovviamente è stata che lui guardandomi deve aver visto una sessantenne.
La seconda riflessione è stata che sono assolutamente contenta di non essermi fermata. Che tristezza vedere che c'è qualcuno (e dovrebbe essere intorno ai 50) per cui il tempo passa invano.