29 gennaio 2006

Dove ci si sorprende con se stessi per la rabbia scatenata

Il presidente del consiglio ha scritto a mia figlia. A lei in persona.

Cara Livia,
felicitazioni per il tuo arrivo!
Questa é certamente la prima lettera che ti viene indirizzata. E' il Presidente del Consiglio a scriverti per porti probabilmente anche la prima domanda della tua vita:
lo sai che la nuova legge finanziaria ti assegna un bonus di 1.000,00 (mille/00) euro?

I tuoi genitori potranno risquoterlo presso questo Ufficio Postale:
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...e troveranno tutte le informazioni necessarie nell'allegato a questa lettera.

Ti invio i più affettuosi auguri per una vita lunga,serena,piena di soddisfazioni e di successi e porgo ai tuoi genitori le più cordiali felicitazioni.
Un grosso bacio
Silvio Berlusconi (firmata tipo-a mano)


Caro Silvio. Sciacquati la bocca prima di parlare di mia figlia. Invece di fare campagna elettorale sul suo povero capino potresti procurarle...che so...un bel nido per esempio?
Non riesco a pensare sono FURIOSA. Per neutralizzare i suoi auguri basterà una macumba? Il primo istinto è stato di farla in mille pezzi la lettera, poi mi sono detta:se rivince glieli levo.
Un solo pensiero... Porco, porco, porco

28 gennaio 2006

dove ci si tira un po' su.

Insieme alla proposta di un lavoro (era ora...) dalla perfida albione buone notizie, io e il mio compare londinese abbiamo vinto un premio di settore per un annuncio con queste mie tre illustrazioni,fatte quando la bassetta aveva tre mesi, prevalentemente di notte. Un premio di pubblicitari inglesi. Roba seria (per quanto mettere pubblicitario e serio nella stessa frase fa venire un poco i brividi -a pensarci bene anche inglese e serio...-).

25 gennaio 2006

il marketing e (') (D)io

A me, come a numerosi altri, la gente che insiste da fastidio. Parecchio. Anche chi cerca di spaventarmi di solito ottiene l’effetto opposto. Se poi mi accorgo che si sta tentando di manipolarmi divento una furia.
Questo bel preambolo perché sto accingendomi a parlare di marketing.
Sarà perché da quindici anni lavoro in pubblicità, sarà che per qualche slittamento generazionale-culturale non ero considerata segmento interessante per il mercato, ma fino a un po’di tempo fa (direi circa un anno, da quando cioè ho avuto il risultato dell’amniocentesi) il marketing mi lasciava in pace. Oddio, mica del tutto, eh? Tutto sommato vivo su questo pianeta, ma insomma, diciamo che non usava l’artiglieria pesante.
Provate a mettere al mondo un figlio, poi mi dite.
-Marketing diretto:
già dalla clinica la Pampers comincia a tampinarmi con campioni, regali, (guardacaso in tutte le cliniche di cui mi sono informata si usano i pampers nei nidi) poi se vai a vedere a parità di condizioni quel prodotto costa quasi il doppio del diretto concorrente. (Pensavate che il marketing non si paghi? Errore! ) secondo la più elementare legge di mercato dovrebbe essere la morte del prodotto, giusto? Macché. A parte i super più forniti e i negozi specializzati è solo una la marca di pannolini che si può essere certi di trovare, indovinate quale.
-E poi c’è il marketing indiretto:
Ancora piu subdolo perché si regge sull’ansia. E porca troia una perlaprimavoltamamma ci sguazza nell’ansia.
Se non ha l’umidificatore, se non gli fai sentire Mozart, se non ha il marerasso imbottito in puro cashmere, la seggiola speciale per stare seduto, lo shampoo rinvigorente semplicemente stai attentando alla sua vita.
Se non gli dai tutto rigorosamente biologico, se non gli procuri il latte d'asina(gia e dove lo trovo?) morirà o sarà allergico per tutta la vita. Se non gli macini tu le farine e le tosti in una padella (senza teflon per carità), quanto meno sei una cattiva madre.
Bene, qualcosa di satanico, di antieconomico, di politicamente scorretto è scattato: sarò una cattiva madre.
Tanto comunque quando sarà grande il modo per farmi sentire in colpa lo troverà.
Quindi mia figlia mangia la carne della coop (e dimostratemi che è meno controllata del vitello del contadino), la frutta e verdura biologica se la trovo. I giochi… Per ora il suo gioco preferito è uno spazzolino da denti (alla faccia di quelle cose che suonano e si illuminano) e i capelli glieli lavo con la saponetta neutra e non ha sviluppato alcun tipo di allergia.

E' vero, continuo a comprarle ogni tipo di cappelletto buffo che trovo, ma su questo ci sto lavorando.

24 gennaio 2006

sulle prime ho pensato a una barzelletta

23 gennaio 2006

Un'altro cappello...Riuscirò a smettere?

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non s'interrompe un'emozione

Immaginate un bel giro sulle montagne russe, sei li, che ti diverti, gridi e ti agiti e improvvisamente STOP. Ma perchè dovete farmi questo, L'Einaudi poi che è famosa (o almeno lo era negli anni 50) per le sue traduzioni (roba che le faceva Fenoglio, insomma). Sarà che L'incanto del lotto 49 non è un libro di tutto riposo, che stare dietro a periodi con infinite subordinate non é proprio una cosa leggera, che i continui cambi di registro e di panorama sono a dir poco spiazzanti -un giro sulle montagne russe- appunto. Quindi la prima volta che ti blocchi su un soggetto che diventa improvvisamente plurale a metà di una frase (Qualche testa si erano alzate ?), vai avanti interdetta pensando di non aver capito bene ma sorvoli con il vago senso di colpa di chi non capisce bene un linguaggio libero etc...Il fatto é che e continui a trovarne di queste perle. E che a te danno fastidio come le unghie sulla lavagna. E ti monta una rabbia sorda, anche perché sulla quarta di copertina trovi: Torna nella nuova traduzione di Massimo Bocchiola, un classico della letteratura contemporanea
Mi state prendendo per il culo. Vi odio. il libro era bello, bellissimo. Stupito, delirante, comico e a tratti estremamente poetico. E voi me l'avete rovinato. Bastardi!
Almeno correggetele le bozze!!!

18 gennaio 2006

I primi cinque di quest'anno

Era finito tutto, proprio zero. Stavo grattando il fondo del barile con una roba che mi ha regalato mia zia, una noia mortale. Già l'umore non é altissimo questi giorni, quindi occorrevano libri e di quelli buoni.
Dottore col turno di dodici ore e nonne latitanti, ma io me la sono studiata bene... Biberon in sacca termica, sciarpetta e scafandro e marsupio per la bassetta (ovviamente poteva piovere...e l'ha fatto) e via, io e lei per il suo primo giro da Feltrinelli.
Sarà proiezione materna, core de mamma, ma giuro che si é divertita come una pazza. Ovviamente ha sedotto tutti i commessi, anche i più arcigni, ha rovesciato un enorme contenitore pieno di temperamatite ed emesso gridolini entusiasti per tutto il tempo.
Io mi sono portata a casa: l'ultimo di Bret Easton Ellis, quello che mi mancava della Vargas of course, il mio contributo alla causa del giallo italiano, questo perché finalmente è uscito in italiano e questo in omaggio a chi mette "l'assassino cieco" tra i suoi preferiti (lo sapevo che era una lacuna che andava colmata).
Con quale comincio?

16 gennaio 2006

Sul senso di isolamento

Vorrei che qualcuno mi dicesse che andrà tutto bene, che riprenderò a lavorare, che questa maternità non mi ha tagliato fuori dal mondo. Vorrei che qualcuno mi dicesse che è solo una crisi passeggera, una congiuntura sfavorevole, che quella cosina cicciosetta e troppo tenera non mi costerà tutto quello che ho cercato di costruire fin qui. Vorrei che mi dicesse che non é un Karma, che posso sfuggire al destino che sembrava preordinato per me di madre-moglie.
E soprattutto vorrei che avesse ragione nel dirmelo.

09 gennaio 2006

Sullo stare soli

A me piace, anche se contemporaneamente è una gran paura, ma da che mi ricordo ho sempre passato un mucchio di tempo per conto mio, mi sa che quello che mi piaceva di studiare "storia e critica del cinema" era proprio il monologo interiore che si fa al cinema ogni volta (ai festival anche otto volte al giorno, stroncherebbe un elefante). Mi sono scelta un lavoro che posso fare a casa, sola, senza essere costretta a rapporti umani ingombranti. Ho sempre letto tantissimo, sono compulsiva direi, leggo quasi di tutto e poi mi piace guidare nel traffico quando sono sola e non ho fretta. Insomma mai stata di troppa compagnia degli amici ho sempre pensato "pochi ma buoni" i vari amanti o capivano l'antifona o avevano vita breve con me. Sempre pensato che preferisco non fare nulla che essere costretta a divertirmi. Anche quando mi sono sposata sono riuscita a mantenere la mia bolla,visto che anche il dottore è come me, ore e ore sdraiati accanto a leggere grattinandoci ogni tanto senza dire una parola... E ora. Basta. Con un figlio zero vita privata, zero solitudine. E' assolutamente questo che me lo rende intollerabile a volte.

07 gennaio 2006

Perché leggo certe cose

Cioé "Il karma del gorilla".Il fatto é che passa del tempo tra il primo che leggi e il seguente, quindi ti scordi (per lo meno me lo scordo io) che la struttura zoppica, la trama è stiracchiata e il ritmo incomprensibile, che per una lettrice di gialli sono delle pecche notevoli (anche se lo stesso si potrebbe dire per Chandler e allora di che stiamo parlando). Dicevo, ti scordi queste cose e ti ricordi l'ambientazione, le strade, i centri sociali e le manifestazioni, ti ricordi di avere quasi quarant'anni e che tutto, anche se non l'hai vissuto a Milano é maledettamente familiare, che le facce sai che sono quelle anche se su altre persone e altri luoghi.
Rimane un mistero del perché Dazieri voglia farne un giallo. Almeno ha l'ironia di far fare Bogart al suo socio. Forse è anche per questo che mi sta così simpatico, dopotutto. Credo che comprerò anche il prossimo.

04 gennaio 2006

allora ce n'é un altro!

"Caro Bogart"

Vabbé, è che dopo "La banda dei brocchi"" e ""La casa del sonno"" mi ero proprio innamorata, gli avevo fatto passare pure "Il circolo chiuso" che insomma...
Ci sono cascata con tutte le scarpe, un po' come quando si mettono in catalogo i disegnetti che Picasso faceva quando era al telefono...
sto libro è roba vecchissima, per carità, la sua tesi di laurea, magari.
Sarà che ho passato troppo tempo a guardare vecchi film all'università, sarà che con "Storia e critica del cinema" si diventa troppo freddi e analitici...
Macché, la verità é che quello che veramente mi ha deluso ( e un po' annoiato) é scoprire l'ennesimo maschio che vorrebbe essere come Bogart.
Il fatto è che ne ho conosciuti troppi, di dannati, di cinici, tutti li a sperare nella battuta fulminante, nella smorfia amara. Tutti col cuore infranto da qualcunaltra .
Tutti li a sognare (avete presente la scena? E' ne "Il grande sonno") di prendere Lauren Bacall per le spalle, baciarla, risbatterla sul sedile accanto e avviare la macchina dicendo :- Anche questa é sistemata.-
Almeno Coe non poteva voler essere come Coe?

... che nessuno lo dica al dottore, per carità, lui piange quando vede Casablanca...

03 gennaio 2006

"Parti presto e torna tardi"

Avete presente quei libri in cui ci sono personaggi così assurdi, così teneri che alla fine sai che ti mancheranno? Questo era l'effetto che mi aveva fatto il primo libro della Vargas, letti gli altri due la sensazione passa, perché sai che ne troverai altri,di quei personaggi, altrettanto perdenti, buffi e stralunati nel prossimo libro.
Peccato che diano assuefazione. Leggo sulle note di copertina che di libri, la signora, ne ha scritti diciotto. Cosa devo fare, una richiesta in carta da bollo all'Enaudi che mi traduca e pubblichi gli altri quindici?
Da questo punto di vista un ottimo inizio di anno...
Ah, per chi se lo chiedesse, la creatura stanotte ha fatto tutto un sonno, che si sia finalmente tornati alla normalità?